Quando la canapa è fumata, l'effetto è pressoché immediato; l'high arriva subito e può durare fino a un paio d'ore (anche più se l'effetto viene rinnovato con quantità anche piccole di «roba»). Invece quando la canapa è ingerita, l'effetto passa attraverso il processo di digestione e quindi il primo sballo appare nel giro di 45-60 minuti (in realtà dipende molto dall' assimiblità del piatto). Dopodiché la sua durata è però infinitamente superiore a quella della migliore «roba» fumata, fosse anche una colombiana super o un imbattibile nero indiano. I manuali parlano di «uno stato euforico che continua ad aumentare e può durare dalle 4 alle 8 ore», e poi, a volte, un effetto ritardato ma più potente è molto conveniente e può evitare paranoie e brutte situazioni Se poi vogliamo accennare agli aspetti più seri della questione «mangiare o fumare», basterà ricordare il fatto che la combustione altera o distrugge una buona quantità di componenti attive che invece gli enzimi della digestione si limitano, in genere, a trasformare e rendere digeribili. Questo, insieme al particolare effetto «ritardato» della canapa cucinata e alla sua progressiva crescita nell'arco di diverse ore, rende l'esperienza del tutto particolare e allettante. In genere quindi, benché la quantità di «roba» richiesta per cucinare sia spesso maggiore di quella occorrente per farsi un paio di canne, è anche molto più «produttiva». Lo sballo del «mangiatore d'hashish» è quasi sempre maggiore di ogni sballo da fumo. Il sapore delle specialità con marijuana o hashish qualche volta non è la cosa più deliziosa al mondo; e poi bisogna aspettare più di un'ora perché, con la digestione, l’effetto cominci a salire. Invece il principio attivo della canapa (il famoso tetraidrocannabinolo, THC) è più efficace ed è assimilabile più facilmente e rapidamente se prima viene disciolto in grassi, olio o alcool. Infatti grassi e olio stimolano la produzione della bile che intervenendo nel processo digestivo consente a tutta, o quasi, la «roba» ingerita di essere assimilata. L'alcool, da parte sua, è assorbito con molta rapidità dalla mucosa dello stomaco e entra velocemente nella circolazione sanguigna; è perciò un buon «veicolo» per portare rapidamente nel sangue le sostanze con cui è combinato. Anche il miele e gli altri zuccheri sono assorbiti rapidamente nel sangue; ma dato che il THC non si scioglie (e non si attivizza) negli zuccheri, troppo zucchero nelle ricette può danneggiare e ridurre l'effetto. Una piccola quantità di alcool e di zuccheri aiuta invece considerevolmente l'assimilazione del THC. La cosa più importante da ricordare comunque è che il THC è solubile in olio, grassi vegetali e animali e alcool, e non è solubile in acqua. Far bollire l'erba, quindi, servirà al massimo a dare un vago profumo hippy alla vostra casa (preparare il classico tè alla canapa è il modo migliore di sciupare la vostra sostanza). Le forme più semplici di estrazione della resina e attivizzazione del THC sono: 1) scaldare a lungo o bollire, meglio se a bagno­maria, in alcool o in un liquore fortemente alcolico; 2) «saltare» o scaldare a lungo in olio o burro oppure in una emulsione di acqua e grassi (es.: latte); 3) per alcune ricette particolari il modo migliore per usare la marijuana è quello di preparare i toast d'erba. Le dosi di marijuana e hashish consigliate nelle ricette sono puramente indicative. Considerate anzitutto le differente di tolleranza individuale e la diversa qualità della «roba»; ma anche metodi diversi di cottura (per esempio diverse temperature, uso eccessivo di liquidi o scarso impiego di grassi) mutano considerevolmente gli effetti. L'ideale sarebbe sperimentare una ricetta, adattandola ai vostri gusti e alle vostre «possibilità», cominciando con «dosi» minime e graduando progressivamente la quantità di «roba» (eviterete così anche le spiacevoli conseguenze di un impiego eccessivo). Ricordate che in genere l'indebolimento dell'effetto del THC comincia intorno ai 100°; non bisogna perciò esagerare con il calore: se temperature appena oltre i 100° possono anche essere mantenute per circa mezz'ora senza che si verifichi un reale impoverimento nella potenza del THC, oltre questi valori la perdita di potenza è di circa il 10% ogni 30 minuti (o ogni 30°). Sarà bene essere molto prudenti: troppo calore può distruggere le attività del THC (ma anzitutto rovinerà irrimediabilmente le vostre ricette) mentre normali temperature e normali tempi di cottura ne aumentano la potenza. Tenete sempre a mente il vecchio adagio: iI troppo storpia; servirà per ricordarvi che i piatti qui presentati non dovranno servire da pretesto per grandi abbuffate. Troppo cibo (e cioè troppe portate o porzioni troppo abbondanti) servirà solo a diluire e indebolire la potenza della «roba», perché diminuirà la capacità di assimilazione delle resine. Consigliabili sono dunque piccoli bocconi e possibilmente a stomaco vuoto. Alcuni non amano troppo il sapore della canapa. Ma, per esempio, l'erba quando è buona non ha un cattivo sapore. Il problema nasce con alcuni tipi d'hashish e soprattutto con l'olio di hashish (spesso tagliato con sostanze disgustose, tipo nafta), il cui sapore può essere più o meno sgradevole, a seconda delle «lavorazioni», del grado di raffinazione e delle sostanze aggiunte; sarebbe perciò consigliabile usare l'hashish e l'olio solo per preparare dolci e bevande che coprono il loro sapore e evitano spiacevoli rischi. Per il resto è meglio non cedere troppo alla tentazione di usare aromi e spezie varie per coprire completamente il sapore della «roba». Una buona cucina non ha mai bisogno di complicare troppo i sapori. Ricordatevi inoltre che più il piatto è semplicemente digeribile, più lo sballo sarà rapido e efficace. Evitate però sostanze che rafforzino troppo il sapore della «roba». È questo il caso del glutammato monosodico (con cui sono preparati i comuni dadi da brodo e che qualche volta è contenuto nelle confezioni di cibo già preparato). Usate perciò brodi di carne o brodi vegetali, oppure il più semplice brodo di soia, possibilmente non transgenica (si prepara con un paio di cucchiai abbondanti di soia in un litro di acqua calda). L'eccessiva acidità degli ingredienti inibisce l'assimilazione del THC. Per questo, per esempio, non si deve mai usare l'aceto che, come condimento, almeno nelle insalate, può essere sostituito da una moderata quantità di succo di limone. Per ogni evenienza, ricordatevi che se vi siete «fatti» mangiando «roba», un po' di cibo può riportarvi «giù» rapidamente e senza danni; basterà un buon pasto o un panino o anche solo un cucchiaio di miele per diminuire e annullare gli effetti di qualche boccone «speciale».